CURIT: PDR e dati catastali per validare l'impianto
Chi lavora in Lombardia lo sa: un impianto registrato nel catasto regionale ma non validato è un problema che prima o poi torna indietro, con telefonate, richieste di integrazione e tempo perso. Un avviso diffuso dalla Provincia di Pavia ricorda quali dati servono per ottenere la conferma della validazione in CURIT, il Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici. Vale la pena rivederlo con calma, anche se non lavori nella provincia di Pavia.
Cosa dice l'avviso
Secondo la comunicazione provinciale, dal 1° luglio 2026 entra in vigore una procedura aggiornata per la validazione degli impianti. Per ottenere la conferma, nelle note della richiesta vanno indicati il codice PDR (il POD se l'impianto usa un vettore elettrico) e i dati catastali dell'immobile. Senza questi elementi la richiesta viene respinta.
Un dettaglio pratico: la scheda di validazione non ha un campo dedicato per questi dati, quindi vanno scritti a mano nelle note. Una volta ottenuta la conferma, gli stessi dati devono comunque essere riportati nelle voci previste dalle pagine di registrazione dell'impianto.
Non è una novità assoluta
L'avviso precisa che l'inserimento di PDR/POD e dati catastali era già richiesto dalle delibere regionali lombarde del 2015 e del 2020. Quello che cambia è il rigore con cui viene applicato: indicazioni come «dati catastali non noti» non vengono più considerate sufficienti, secondo quanto riportato per altre province lombarde.
Attenzione però: la fonte è una comunicazione di un ente locale. Non abbiamo trovato un testo regionale che confermi la stessa data per tutto il territorio, quindi conviene verificare con il proprio ente di riferimento o sul portale CURIT prima di cambiare le procedure interne.
Cosa cambia per chi fa manutenzione
Il PDR e i dati catastali sono informazioni che il manutentore non sempre ha in mano al momento dell'intervento. Le fonti tipiche sono la bolletta del gas e la visura catastale, e spesso vanno chieste al cliente. Se mancano al momento di registrare l'impianto, la validazione si blocca e l'impianto resta in sospeso.
Qualche accorgimento semplice:
- Raccogli i dati alla prima visita: chiedi al cliente una copia della bolletta o il codice PDR, e segna subito gli identificativi catastali dell'immobile.
- Controlla prima di inviare: una verifica di completezza dell'anagrafica impianto evita il respingimento e la richiesta di integrazione.
- Tieni traccia delle richieste respinte: un impianto non validato va riaperto e completato, non dimenticato.
- Verifica sempre la fonte ufficiale: le procedure possono differire tra enti e cambiano nel tempo.
Un controllo da fare adesso sul parco impianti
Se hai già impianti registrati in CURIT, il momento giusto per verificare è prima della prossima scadenza di controllo, non durante. Estrai l'elenco degli impianti dei clienti lombardi, individua quelli senza PDR o senza identificativi catastali in anagrafica e pianifica la raccolta dei dati con la prossima visita o con una semplice mail al cliente. Un'ora di lavoro ora evita richieste di integrazione sparse nei mesi successivi, soprattutto per le imprese che gestiscono centinaia di impianti.
Come ti aiuta CaldaistaPro
Se tieni l'anagrafica degli impianti in CaldaistaPro, i dati dell'impianto, il libretto e il rapporto di controllo vivono nello stesso posto, e puoi completare per tempo ciò che manca prima dell'invio. Il piano Professional include inoltre l'export dei file per i catasti regionali, tra cui CURIT. Il caricamento sul portale e la responsabilità dei dati restano tuttavia al manutentore.
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Fonti
- Provincia di Pavia, avviso sulla modifica della procedura di validazione degli impianti in CURIT: https://provincia-di-pavia-api.municipiumapp.it/s3/8140/allegati/1-modifica-procedura-validazione-impianti_signed.pdf
- Regione Lombardia, pagina dedicata a CURIT: https://www.regione.lombardia.it/ambiente-e-territorio/energia/impianti-termici-edilizia-sostenibile-e-certificazione-energeti/curit-catasto-unico-regionale-degli-impianti-termici-1