Controlli caldaie a distanza: perché conta il catasto

Da dicembre 2025 circola una bozza di decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica che, se confermata, cambierebbe il modo in cui vengono controllati gli impianti termici. Al momento si tratta di un testo non definitivo, ma il suo punto centrale riguarda da vicino chi lavora con i catasti regionali ogni giorno: i controlli passerebbero dai sopralluoghi ai dati.

Cosa prevede la bozza

Secondo le testate che hanno riportato il documento, il nuovo regolamento sostituirebbe il DPR 74/2013. Per gli impianti sotto i 70 kW le ispezioni in presenza lascerebbero il posto a verifiche documentali, svolte a distanza dagli enti competenti attraverso i catasti degli impianti termici. Le fonti citano anche una modifica delle frequenze per gli impianti a gas tra 70 e 100 kW, che scenderebbe da quattro a due anni. Sul numero esatto dell'articolo e del comma interessati le testate non concordano, quindi non li indichiamo.

Qual è lo stato del provvedimento

Il Ministero ha dichiarato che si tratta di una bozza e non di una versione definitiva, e che dovranno essere acquisiti i pareri della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato. Alla data di oggi non abbiamo trovato fonti che parlino di approvazione o di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Associazioni di categoria e ambientaliste hanno espresso preoccupazione sulla sicurezza e sulla completezza delle banche dati: è un dibattito aperto, e il testo potrebbe cambiare.

Perché riguarda chi fa manutenzione

Anche senza prendere posizione sul merito, la direzione è chiara: se il controllo si basa sui dati, la qualità di quei dati diventa un fattore decisivo. Per un'impresa di manutenzione questo significa tre cose pratiche.

  • Dati completi alla prima visita: anagrafica dell'impianto, potenza, combustibile, identificativi richiesti dal catasto regionale (per esempio PDR e dati catastali dove previsti) vanno raccolti subito, non al momento dell'invio.
  • Rapporti di controllo coerenti con il libretto: un rapporto che contraddice i dati già presenti in catasto è il primo segnale di anomalia in un controllo documentale.
  • Tracciabilità delle registrazioni: sapere quali impianti sono stati caricati, quali respinti e quali attendono integrazioni evita sorprese quando un ente chiede conto di un impianto.

Un controllo da fare adesso

Non serve aspettare la versione definitiva. Prendi l'elenco degli impianti che gestisci e verifica a campione quanti hanno anagrafica incompleta o dati non allineati con quanto registrato nel catasto della tua regione. Chi gestisce centinaia di impianti scopre di solito che la maggior parte delle incongruenze nasce da campi lasciati vuoti o compilati in modo diverso tra libretto e rapporto.

Cosa non cambia

Qualunque sia l'esito, gli obblighi di oggi restano quelli in vigore: libretto, rapporto di controllo e registrazione nel catasto regionale seguono le regole del tuo territorio, che possono differire da una regione all'altra. Finché il testo non viene pubblicato non c'è nulla da cambiare nelle procedure; conviene però usare questo periodo per mettere in ordine l'archivio, così da non dover rincorrere i dati se le regole dovessero cambiare in fretta.

Come ti aiuta CaldaistaPro

In CaldaistaPro libretto, rapporto di controllo e anagrafica impianto condividono gli stessi dati, così i campi vengono compilati una volta sola. Con il piano Professional puoi esportare i file per i catasti regionali supportati (tra cui CURIT e CRITER). Il caricamento sul portale e la responsabilità della correttezza dei dati restano al manutentore.

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Fonti